Nel menù a lato troverete tutte le presentazioni dei vari spettacoli che promuovo. Dai miei più classici come Il Principe Ranocchio alle coproduzioni degli spettacoli di arrampicata verticale come Gargoyles o La Maledizione della Torre.
(si consiglia vivamente di leggere con cautela il testo a seguire, potrebbe causare sonnolenza. Eccessive dosi, al contrario, potrebbero indurre nel lettore insonnia e percheismo. Tenere fuori dalla portata dei bambini. -LA DIREZIONE- grazie)
Più e più volte mi sono chiesto cos’è lo spettacolo. Nello studio e nella ricerca all’Atelier di Teatro Fisico di Philip Radice dove si studia Lecoq, all’Università sia a Padova che a Torino, sulla strada o su un palco, vedendo uno spettacolo che forse non mi piaceva, studiando storia o filosofia, leggendo un libro o ascoltando una canzone. Ed ogni volta ho provato a darmi una risposta, ho cercato di darne una definizione, e una chiara spiegazione.
Ora tenterò di definire lo spettacolo. Risultato di un approfondito studio in questi anni. Con questo non voglio dare una rigida definizione, ma più un’opinione personale in seguito a un fatto. Quando si buca una gomma, è un fatto: lo constato. Si possono enunciare delle opinioni solo in seguito, partendo da un aggancio con il reale. La constatazione è fatta dall’insegnante circondato dagli allievi. Scrivo ciò perchè queste parole non sono finalizzate a svelarvi forse nessuna verità.
Ogni atto o insieme di atti che deve essere eseguito secondo norme rigorosamente codificate. Alla definizione da vocabolario voglio aggiungere che nello spettacolo null è a caso. Anche nell’improvvisazione nulla è a caso.
Infatti, ad esempio, l’improvvisazione della Commedia Dell’Arte si basava su pre-gag preparate o testate negli anni con la pratica, che funzionavano ed erano sempre le stesse. La bravura nell’improvvisazione è tirare fuori la gag giusta al momento giusto. Il pubblico italiano o più generalmente europeo è molto adatto a questo genere di cose. Io personalmente preparo molte piccole gag che poi utilizzo al momento giusto nello spettacolo.
Teatro (qui parlo di teatro inteso come spettacolo) e religione sono due parole che sono molto vicine perchè nel significato hanno molte cose in comune. Nella religione si crede a un qualcosa, ma anche nel teatro e nello spettacolo si crede a un qualcosa. I teatranti infatti in uno spettacolo ci fanno credere di essere altre persone (i personaggi). Durante questo spettacolo crediamo realmente al personaggio. Per dare un esempio più concreto il mimo ci fa credere di avere qualcosa in mano, ma in realtà non ha niente.
Un’altra grossa similitudine che possiamo vedere soprattutto storicamente è la comunicazione ed il controllo. Dal medioevo a pochi anni fa la Chiesa è sempre stata antagonista del teatro. E’ per questo che ad esempio il viola in teatro porta jella, perchè nel XII, XIII sec se in teatro c’era un prete, spesso vestito di viola si rischiava la forca. Ma la storia ci insegna che la satira non cambia il mondo ma fa solo parte di un equilibrio e secondo me è solo una sorta di valvola di sfogo per la società. Ho parlato di teatro e di religione legati insieme a comunicazione e controllo. Al giorno d’oggi c’è solo una parola che racchiude queste verità ed è televisione.
Attività che una persona o una cosa svolge in rapporto alla carica ricoperta
Procedimento terapeutico basato sulla catarsi.
Catarsi : PURIFICAZIONE (dal greco “katarsis”). Secondo Aristotele, la purificazione delle passioni della tragedia, in quanto rappresentazione di fatti gravi e luttuosi, genera nell’animo dello spettatore l’azione purificatrice e rasserenante della poesia e dell’arte. Per darne migliore esplicazione proverò a dare un esempio più concreto e tangibile. Il cinema è una tipologia di spettacolo. Quando vedete un film, alla fine non vi capita mai di provare una sorta di senzazione di benessere? O una specie di repiro di sollievo, ” … e vissero felici e contenti”, o quando Rose nel film Titanic getta il ptrezioso “Cuore dell’Oceano” nell’oceano, c’è quasi un punto di arrivo che coincide con l’inizio e voi uscite dal cinematografo, in lacrime, ma con quella sensazione di benessere.
Di certo io non vi so spiegare il perchè ma per capire meglio lo spettacolo proverò a spiegare e a spiegarmi il come.
Patch Adams dice: ”La risata aumenta la secrezione di catecolamine ed endorfine il che a sua volta, aumenta l’ossigenazione del sangue, rilassa le arterie, accelera il cuore, abbassa la pressione sanguigna con effetti positivi sulle vie respiratorie e cardiovascolari ed in più aumenta la risposta del sistema immunitario“. Quindi ridere non coinvolge solamente la parte spirituale ma ha anche delgi effetti concreti sul nostro fisico. Anche durante uno spettacolo abbiamo reazioni fisiche inconsce che non riusciamo a controllare attraverso un procedimento di mimesi. Cos’è la mimesi?
Mimesi: imitazione, imitazione della realtà e della natura che, secondo la concezione estetica classica, sarebbe fondamento della creazione artistica. Nella filosofia Platonica, il rapporto d’imitazione che lega le cose del mondo sensibile, finite e particolari alle realtà universali e soprasensibili delle idee. René Girard in “Shakespeare il teatro dell’invidia” ci spiega in maniera molto chiara il meccanismo di mimesi e di invidia attraverso le grandi opere del grande artista. Jaques Lecoq a riguardo dice questo: – Mimare è un atto fondamentale per l’attore, per la scrittura per il gioco teatrale, l’atto primogenio della creazione drammatica. Colloco l’atto di mimare al centro, come se fosse il corpo stesso del teatro: poter fingere di essere un altro, poter dare l’illusione di essere qualsiasi cosa. Sfortunatamente il termine è truccato, codificato, sclerotizzato. Occorre quindi, precisare che cosa intendo per mimo. Nel momento stesso in cui si è staccato dal teatro il mimo si è cristallizzato, (e qui c’è un chiaro riferimento a Marcel Marceau e alle due differenti correnti di pensiero a riguardo, ne ho discusso piacevolemnte una sera davanti a una birra con Pierre Bylan che mi raccontava aneddoti carini delle diatribe tra Lecoq e Marceau) si è ripiegato su se stesso, e solo un certo virtuosiso ha potuto dargli senso. Il teatro francese ha finito con il bandirlo completamente dai suoi confini, come uno spettacolo a sè. Ora mimare è un grande atto d’infanzia: il bambino mima il mondo per riconoscerlo e così si prepara a viverci. Il teatro è un gioco che continua questo avvenimento. Il termine mimo è oggi un termine talmente riduttivo che occorre cercarne un altro. E’ il motivo per cui talvolta uso il termine mimismo (spiegato con grande chiarezza da Marcel Jousse nella sua “Anthropologie du geste”, edita da Gallimard) da non confondere con “mimetismo”: il mimetisomo è una rappresentazione della forma, il mimismo è la ricerca delle dinamiche interne del senso. Mimare è “essere tutt’uno con” e quindi capire megio.-
Io dopo gli studi con il Prof Trebbi all’Università di Padova, voglio chiamare mimesi anche quella imitazione che va al di là del copiare inteso come invidia, o al significato di mimismo o mimetismo, ma più copiare al livello fisico.
La dottoressa Yolanda Ruiz Serena di Murcia, e altre amiche psicologhe, mi hanno spiegato, che anche nella psicologia questo meccanismo parte dal fatto che quando nasciamo impariamo copiando e imitando. Infatti se un bimbo nasce sordo non impara a parlare perchè non può imitare i suoni che sente.
In uno spettacolo di qualsiasi genere imitiamo principalmente a livello d’inconscio due basilari condizioni fisiche: la vibrazione e il ritmo. La vibrazione copia il suono e controlla il respiro, e il ritmo viene copiato fisicamente dai battiti cardiaci. Respiro e battiti cardiaci, sono molto importanti perchè sono due condizioni vitali.
Un esempio pratico può essere questo: se io mi metto davanti al mio pubblico e trattengo i respiro, anche il pubblico non riesce a respirare e sfoga questo in una risata.
Concludendo, lo spettacolo quindi ci da delle sollecitazioni fisiche che nella vita quotidiana non riusciamo ad esaudire ma di cui abbiamo bisogno. Ed è grazie a queste sollecitazioni fisiche che diventa catartico e purificatore.
Ed è questa l’essenza del mio lavoro.
4 commenti
Grazie Nespolo!
Sono “Nespolo Nespolo”, ho partecipato allo spettacolo a Gusciola domenica 25 ottobre è stato fantastico. Volevo ringraziarti di nuovo, mi hai fatto trascorrere bellissimi momenti, con anche un po’ di tensione….(per via dei coltelli che roteavano sulla mia testa!!!)
Sei una vera forza della natura!!!
Complimenti davvero!!!
Merci pour cette information interessante
Grande Nespolo!
Continua così..!!
la tua comicità è quella vera,dolce,semplice e gentile ,quella di sempre.La stessa per cui si rideva ,nelle piazze d’Europa,800 anni fa ,e forse più.Fra principi,cavalieri e forti guerrieri,i menestrelli ed i giullari erano amati di più.
Continua così , Manuel,tutti ridono,e ti vogliono bene.
ciao, cris
Giaveno 29 agosto Anno Domini 2010